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Informazioni sul corso
Dall’alto delle oltre cinquanta sceneggiature realizzate, Franco Ferrini è il mentore capace di coniugare pratica della scrittura e straordinaria esperienza, teorizzazione stratificata e conoscenza dei meccanismi che legano lo sceneggiatore e la scrittura al mondo complesso del cinema e della televisione.
Nove lezioni utili a imparare le tecniche e la struttura della sceneggiatura cinematografica ma non solo: tra i riferimenti alla letteratura e gli aneddoti della vita di tutti i giorni, a cui la narrativa inevitabilmente attinge, il corso fornirà spunti per sviluppare la propria creatività.
Franco Ferrini presenta il corso
I film, secondo alcuni, sono illusioni che guardiamo per evadere dalla realtà. Le imprese degli eroi ed eroine sono fantasie inimitabili e irraggiungibili: “Succede solo nei film”.
Ma non è così (specie nei film americani, il che ne spiega anche il successo mondiale).
In realtà i protagonisti dei film americani modellano le loro vite POSITIVAMENTE attraverso comportamenti e atteggiamenti accessibili a tutti.
I film ci dicono non solo ciò che siamo ma anche ciò che potremmo essere (in meglio).
Dentro ogni film c’è una lezione (o più lezioni). In questo senso, i film (ripeto, specie americani, in base al loro credo ‘pensa positivo’) possono aiutarci a risolvere i nostri problemi esistenziali (famiglia, relazioni, società in genere, lavoro, successo, sfide di tutti i giorni, paure, etc.).
Questo succede da qualche tempo anche nei film francesi, tipo Quasi amici, Amore all’altezza, Grace, Tutti pazzi in casa mia, Non sposate le mie figlie, La famiglia Bélier, 11 donne, etc.
O anche in Posti in piedi in paradiso (vedi il personaggio di Carlo Verdone…).
Le lezioni contenute nei film sono venti. Le ho chiamate il Ventalogo. Ripeto: in ogni film ce ne può essere una, o più, o tutte 20 insieme, come succede in Ghost.
Nello specifico, quando si scrive una sceneggiatura, il Ventalogo serve a costruire soprattutto i personaggi (e certi snodi della storia).
Il docente: Franco Ferrini
SINTESI DEGLI ARGOMENTI DELLE LEZIONI
Lezione n. 1 – I nove tipi di storia
La prima lezione definisce le nove tipologie di storia: di ognuna vengono presentate le caratteristiche ritornanti, i temi e le strutture di riferimento.
Come si vedrà, lo schema base presenta numerose eccezioni: ci sono infatti storie semplici, che si risolvono in un solo tema; ma più spesso esistono storie complesse, che toccano e attraversano più di una modalità.
Saranno affrontati diversi film come casi di studio (Il cacciatore, Apocalyse Now, Star Wars, Gli spietati) e sarà riportata la classificazione tratta dal libro di Cristopher Booker, Le sette trame fondamentali/The Seven Basic Plots.
Lezione n. 2 – Storie e sceneggiature
La seconda lezione analizza la struttura romanzesca soffermandosi sugli elementi di trama, personaggi e introspezione, ossia la modalità attraverso cui, con il discorso indiretto libero, l’autore esplora pensieri ed emozioni dei suoi protagonisti.
Dal romanzo Ferrini passa poi ad analizzare la struttura specifica della sceneggiatura cinematografica classica: trama – climax – risoluzione – coda.
Si vedrà poi come questi canoni classici possano essere sovvertiti dando luogo a “minitrame”, cioè film in cui non c’è un vero e proprio sviluppo drammatico o cambiamento (es. Una giornata particolare di Ettore Scola), o ad “antitrame”, dove la struttura è completamente sconvolta (es. i film di David Lynch)
Lezione n. 3 – Sottostorie e altri tipi di storia
La terza lezione si concentra sulla definizione e l’analisi delle sottostorie, cioè delle tracce narrative secondarie che devono intrecciarsi alla storia principale incidendovi in modo deciso.
Vengono affrontate le storie che non rientrano nelle nove tipologie principali: sono spesso adattamenti di testi teatrali concentrati sullo scontro di caratteri che, in alcuni casi, può sfociare in un vero e proprio gioco al massacro. Diversi film discussi come case studies esemplificheranno l’utilizzo dello scontro di caratteri da parte dei diversi registi, tanto nella commedia (es. Compagni di scuola di Carlo Verdone) quanto nel dramma (es. Il servo di Joseph Losey).
Lezione n. 4 – La storia d’amore
La lezione analizza una delle più importanti tipologie di narrazione: la storia d’amore.
Si vedrà come la storia d’amore possa costituire la trama principale di un film o, come spesso accade, sia una sottostoria inserita in un racconto di genere.
Vengono affrontate le caratteristiche essenziali del conflitto narrativo amoroso, ossia l’interdetto, l’ostacolo alla realizzazione della coppia e la relazione antagonista, perché gli innamorati entrano nel mondo dell’altro/a mettendone spesso in crisi il sistema di valori.
Lezione n. 5 – Caratteristiche dei personaggi
Nella quinta lezione si introduce il complesso argomento dei personaggi, centrale per ogni sceneggiatura.
Innanzitutto, a partire dalle lezioni dei teorici della sceneggiatura americani, come John Truby, Dara Marks e Chris Vogler, si possono individuare i personaggi a seconda del cambiamento che hanno nel corso della storia.
Viene poi introdotta la legge della compressione, per cui la storia del personaggio principale determina anche il contesto in cui si svolge la storia, che deve essere un universo monistico, unitario e coerente. Una volta descritta la situazione di partenza (il set up della sceneggiatura) il personaggio deve affrontare alcuni conflitti, che possono essere con l’ambiente che lo circonda, la società, o con se stesso. Vengono analizzati, con l’ausilio di film-case studies, i principali cambiamenti e conflitti narrativi rintracciabili nel cinema classico.
Lezione n. 6 – Caratteristiche dei personaggi
La sesta lezione prosegue nell’esplorazione delle questioni relative al personaggio e alla sua caratterizzazione.
Viene esplorata la linea d’azione o del desiderio, ossia le azioni da compiere per ottenere o mantenere un obiettivo, e il suo andamento, lineare o curvilineo, accidentato, nel caso in cui, nel corso della trama, il desiderio cambi.
Si analizza poi la provenienza del personaggio, il suo mondo, il suo passato, per favorire l’immedesimazione da parte del pubblico e la costruzione, in tal senso, del dialogo.
L’antagonista è l’altro grande “tipo” su cui si sofferma Ferrini. Può assumere diverse forme, può essere un’entità astratta o una persona reale. In generale, più è vicino al protagonista, più l’antagonista diventa pericoloso, perché conosce limiti, difetti e punti deboli dell’eroe.
Caso particolare di personaggio è quello della storia con forma a specchio: qui il protagonista è un outsider, un nomade che viene dal nulla e mette in crisi una comunità fondata su una condivisione di valori, morali, sociali e politici. A contatto con lo straniero, la comunità si ridefinisce, introietta nuove idee e nuovi valori, che ne consentono il cambiamento e la rigenerazione delle energie vitali.
Lezione n. 7 – L’arco di trasformazione del personaggio
In questa lezione Ferrini continua il discorso sul personaggio, ma affrontando nello specifico la questione dell’arco di trasformazione. Non prima però di aver fatto il punto su alcune situazioni diffuse e archetipi riconoscibili. Lo svantaggio fatale, innanzitutto, che può definirsi come il tallone d’Achille del personaggio e che condiziona notevolmente la sua linea d’azione. Tra i personaggi tipici, invece, vanno ricordati: il mentore, cioè colui che insegna qualcosa o dona un potere al protagonista; l’eroe assente, cioè il personaggio di cui tutti parlano, di cui avvertiamo la presenza, ma che appare solo dopo tempo; l’eroe riluttante, cioè colui che è restio ad accettare il proprio destino.
Ferrini si sofferma poi su due punti cardinali della sceneggiatura cinematografica: la differenza tra volere e bisogno, cioè tra obiettivo cosciente del personaggio e bisogno inconscio. Gli ultimi video della lezione si concentrano sull’importanza del costume per la definizione del personaggio e sul concetto di rivelazione tematica, che è una scena in cui passa direttamente un messaggio dallo sceneggiatore al pubblico, una scena che rivela il senso profondo del film.
Lezione n. 8 – Il Ventalogo
Nell’ottava lezione Franco Ferrini illustra il Ventalogo, le 20 regole – o suggerimenti – da lui ideati, che possono risultare utili nello scrivere una sceneggiatura ma sono validi anche come consigli di vita. Ogni “comandamento” trova una precisa applicazione di scrittura e un raddoppiamento psicologico nell’esistenza quotidiana, per agire rispetto ai problemi psicologici o sociali che incontriamo sul nostro cammino.
Lezione n. 9
L’ultima lezione approfondisce il discorso sulla scena e sul dialogo.
Quando è necessaria una scena? Dove deve iniziare e dove deve finire? E come si scrive un buon dialogo?
Il discorso parte dall’analisi di due scene: l’incontro nella serra tra Marlowe e il generale Sternwood in Il grande sonno (1946) di Howard Hawks e il dialogo tra Noodles e Deborah nei camerini del teatro in C’era una volta in America (1984) di Sergio Leone. A partire da queste scene, si può già dedurre una regola fondamentale circa l’importanza dell’ambientazione: una scena non può mai essere ambientata in un luogo qualsiasi. Simbolica o realistica, l’ambientazione è fondamentale per creare un’atmosfera e costruire il significato.
Contenuto del corso
Lezione n. 1 – Le nove tipologie di storie
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Lezione n. 1 – Le nove tipologie di storie
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Video n. 1 – Nove tipologie di storie – Parte 1
11:27 -
Video n. 2 – Nove tipologie di storie – Parte 2
15:59 -
Video n. 3 – Il cacciatore: il viaggio morale
06:21 -
Video n. 4 – Apocalypse Now e Star Wars
02:59 -
Video n. 5 – L’apprendista stregone
06:10 -
Video n. 6 – Le sette trame fondamentali / The Seven Basic Plots
17:26 -
Contenuto speciale – lezione n. 1
04:49 -
Conclusione della lezione 1
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Materiali aggiuntivi
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Test di autovalutazione prima lezione
Lezione n. 2 – Storie e sceneggiature
Lezione n. 3 – Sottostorie e altre forme di storia
Lezione n. 4 – La storia d’amore
Lezione n. 5 – I personaggi
Lezione n. 6 – Caratteristiche dei personaggi
Lezione n. 7 – Caratteristiche dei personaggi – Parte 2
Lezione n. 8 – Il ventalogo
Lezione n. 9 – Scena e dialogo
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